“Nel pomeriggio del 3 Luglio 1916 al pontile della R.Marina, attiguo allo stabilimento Pirelli a S.Bartolomeo nel golfo della Spezia, un drappello di soldati d’artiglieria era intento a trasbordare da alcune bettoline, su carri ferroviari, vario materiale esplosivo appartenente al R.Esercito e sbarcato dal piroscafo Clio.
In uno dei carri, nel quale erano sistemati dei razzi, si verificò un principio di incendio caratterizzato dallo scoppiettìo dei razzi medesimi; gli artiglieri erano privi di qualsiasi mezzo per provvedere all’isolamento dell’incendio e dovettero abbandonare il pontile; frattanto il Capitano di Corvetta Gandolfo, destinato ai vicini stabilimenti della Marina di Val di Lochi, veniva informato di quanto si stava svolgendo; egli senza por tempo in mezzo, dopo aver telefonato per avere a disposizione i mezzi atti a scongiurare l’incombente calamità e dopo aver radunato circa 100 marinai cannonieri artificieri e 80 soldati, correva al pontile.
Le sue disposizioni valsero a rendere il disastro meno grave; una locomotiva da lui chiamata riusciva a trarre lontani cinque carri carichi di esplosivi; la pompa d’incendio della ditta Pirelli entrava prontamente in funzione mentre il Gandolfo, nell’impaziente attesa del ritorno della locomotiva, tentava con i suoi uomini di lanciare dai binare del pontile in mare, i vagoni incendiati…”
Purtroppo risultò tutto inutile...improvvisamente una violenta esplosione con uno spostamento di aria e materiale da danneggiare persino gli edifici circostanti.
Ma la cosa più terribile furono i tanti, e tanti, militari e civili che persero la vita in seguito all’esplosione; i militari che si sacrificarono per cercare di evitare un ancor più grande disastro, i civili che per un qualche motivo si trovavano vicino al molo: negozianti, turisti bagnanti, gente del luogo.
