venerdì 12 aprile 2019

La guerra invisibile in alta Val d'Intelvi

Regia Guardia di Finanza, primavera 1941.
Brigadiere in forza ad un piccolo reparto territoriale, alle dipendenze della 3 Legione Territoriale di Milano, sul confine con la svizzera, scorta con attenzione uno spallone fermato qualche ora prima, mentre cercava di portare un carico di saccarina oltre confine.
Il brigadiere in foto, comandante di quegli figli d'Italia dispersi sui confini, scrive nel proprio diario:
"Stanotte siamo stati bravi e abbiamo fermato. Ho preso con me Scalini, terrorizzato dall'idea di dover passare un'altra notte in appostamento con Carta, guardia anziana, così ho mandato quest'ultimo dall'altro lato del Sasso con Tasso e Cazzaniga. Ci appostavamo da diverso tempo, con i nostri sacchi di addiaccio e le provviste contate, visto che a causa delle nevicate degli ultimi mesi non siamo riusciti a rifornirci con regolarità. Ho raccomandato di non montare la tenda nè accendere fuochi, non potevamo correre il rischio di essere visti, non ora.
Girava voce che stanotte sarebbe passata parte della banda del cosiddetto "Ferroviere", spallone avvezzo al trasporto di tabacco e saccarina. Un osso duro che conosceva bene quei posti, forgiatosi appunto nell'ambiente ferroviario prima di darsi al contrabbando. Lo avevamo già perso una volta, vedendolo poi il giorno dopo in paese tutto impettito, a sto giro per fortuna ci è andata bene. Tutto sommato un buon cristiano, non di quelli che ci sparano addosso. Lo ha visto Tasso, che ha cominciato ad intimargli di mollare, sparando correttamente il colpo di avvertimento. Naturalmente nè lui nè le sue comari hanno mollato il sacco, ma eravamo belli freschi, le ultime riserve di cordiale ci sono state di aiuto.
Il giuoco delle parti questa volta ci ha sorriso, presi dopo qualche scatto, sono andati subito al tappeto, poi via in caserma a fare gli atti, senza nè resistenze nè collutazioni. Abbiamo condiviso con loro un buon surrogato di caffè e qualche pezzo di formaggio, quel che è giusto è giusto.
Devo ricordarmi di passare dai ragazzi della Guardia alla Frontiera per ringraziare il loro superiore, quel caporalaccio anziano che abbiamo incrociato sulla via insieme ai suoi ci è stato di aiuto per cinturare l'area. In più la presenza del collega dei Carabinieri Reali è stato un toccasana per l'identificazione dei fermati, visto che erano muti come pesci. Non abbiamo preso molto, c'è ancora tanto da fare... italiano o straniero, non contrabbandare merce d'odio contro l'Italia.
Mi chiedo spesso dove siano finiti quelli della Milizia Confinaria, visto che compaiono soltanto quando passa il ragazzo portaviveri, riempiendoci la testa di chiacchiere sull'andamento della guerra e delle vicende politiche del partito, che francamente a noi interessano ben poco, visto che le fucilate di notte ce le becchiamo noi, ma loro son sempre lì ad appesantirci con i loro discorsi, mai una volta che dessero una mano a compilare atti o a farsi Questa maledetta guerra che ci ha divisi, tanti paricorso sono stati mobilitati coi battaglioni sul fronte dell'Epiro, speriamo che le reni non se le siano spezzate loro e che tornino presto a casa. Noi qui combattiamo la nostra guerra, per fortuna questa volta non abbiamo avuto bisogno di sparare ad altezza d'uomo... l'ultima volta ho perso un ragazzo di 24 anni, con neanche un mese di servizio effettivo. E' stato straziante.
Sono fortunato ad avere ragazzi collaborativi in questa famiglia, oggi è andata bene, domani chi lo sa. Quassù è fondamentale fidarsi l'uno dell'altro. Il Tenente che gongola in fondovalle è soddisfatto del nostro lavoro, nonostante abbia sempre da ridire qualcosa durante le sue ispezioni... ma credo che faccia parte del loro contratto. Ciò che conta è che i miei ragazzi mi vogliano bene. Domenica dopo la messa in paese passerò dall'oste e offrirò loro un giro del miglior vino disponibile, se lo sono meritato.
Quanto al "ferroviere", ho sentito alla Procura del Re Imperatore che dovrà passare 3 mesi in gattabuia, vista la recidiva. Nutro un grande rispetto per quell'uomo, mi ha promesso che quando uscirà verrà a farmi delle confidenze su un tale "Ariete"... uno di quelli che sparano.
Lo prenderemo... ed io sarò davanti a tutti. Come sempre."
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Grazie ad Italica Virtus - Rievocazione Storica Regio Esercito Italiano, che compare in foto nelle vesti del suo socio che segue il fermato da dietro.



Foto di Horses Li, cui vanno i nostri ringraziamenti.